Science Museum

Con sette piani di mostre interattive e didattiche, questo incantevole museo affascinerà grandi e piccini. Alcuni bambini puntano subito sullo shop al pianterreno (che vende distorsori della voce, lampade lava, boomerang, palle che rimbalzano e piccoli di alieno) e non si muovono più da lì.

Nella Energy Hall, al pianterreno, sono in mostra macchinari della Rivoluzione industriale, tra cui l’innovativa locomotiva a vapore di Stephenson (1829), oltre la quale si può vedere un missile tedesco V-2 della seconda guerra mondiale. I genitori nostalgici saranno deliziati dal modulo di comando dell’Apollo 10, esposto nella galleria Making the Modern World. Le mostre temporanee sono allestite sul Bridge.

La sezione History of Computing, al secondo piano, espone interessanti congegni, dalla macchina analitica di Charles Babbage ai mastodontici computer a valvole, come il Pegasus del 1959.

La Flight Gallery (visite guidate gratuite quasi tutti i giorni alle 13), al terzo piano, è molto amata dai bambini grazie ai suoi alianti, mongolfiere e velivoli, fra cui il Gipsy Moth, con cui Amy Johnson volò in Australia nel 1930. Non mancano affascinanti reperti legati ai tentativi di volo effettuati prima dei fratelli Wright, tra cui l’Aerial Steam Carriage di Henson del 1847. Al terzo piano si trovano anche un cinema 3D che simula il volo con le Red Arrows (la pattuglia acrobatica inglese; interi/bambini £ 6/5) e i simulatori di volo Fly 360 degree (£ 12 per capsula). La rampa di lancio situata sullo stesso piano è corredata da gadget interattivi che esplorano la fisica e le proprietà dei liquidi.

Nell’ala hi-tech Wellcome Wing c’è un cinema IMAX (interi/bambini £ 10/8) che proietta i consueti documentari di viaggio, filmati spaziali e attacchi di dinosauri in 3D.

Se i vostri figli hanno meno di cinque anni, scendete nel piano interrato, dove il Garden offre un’area giochi e un laghetto assediato da bimbi in grembiuli rossi impermeabili.

  • L’ingresso al museo è libero; l’ingresso ad alcune attrazioni è a pagamento.
  • L’orario di visita: 10-18.
  • Fermata Underground South Kensington.

Un museo all’avanguardia: interattività e simulazioni di ogni genere renderanno unica la vostra visita.

Incontrai qui uno dei miei attori preferiti – Michele Placido – con il quale scattai un selfie prima di entrare all’interno della struttura.

Ahimè, seduto su una panchina di fronte conobbi anche un tizio milanese con il quale intrapresi una lunga riflessione sulla vita! 🙂 Giornata all’insegna della cultura, della scienza, della spensieratezza nella stupenda cornice di South Kensington. Ed era iniziata in modo alquanto comico, visto che stavo seguendo la fila per entrare in un altro museo, visitato in precedenza. Maledizione!

Alessandro Spadoni

Natural History Museum

Questo immenso museo è pervaso dall’incontenibile spirito collezionista vittoriano inteso a catalogare e interpretare il mondo naturale. Le collezioni naturalistiche di fama mondiale sono conservate in un edificio che merita già di per sè una visita.

Una delle principali attrattive del museo è la Central Hall, simile alla navata di una cattedrale – un’analogia davvero appropriata, dato che in epoca vittoriana le scienze naturali sfidavano la dottrina dell’ortodossia cristiana. Il naturalista Richard Owen, primo sovrintendente del museo, celebrò l’edificio come una ‘cattedrale in onore della natura‘.

Appena entrati vedrete il mastodontico scheletro di diplodoco (ribattezzato ‘Dippy‘), che spinge i bambini a trascinare i genitori nella fantastica galleria dei dinosauri nella Blue Zone. Da qui una passerella sopraelevata di grande impatto scenico passa davanti a un dromeosauro (piccolo e agile dinosauro carnivoro) prima di raggiungere la star del museo: il ruggente T-rex animatronico.

La Mineral Gallery, nella Green Zone, è caratterizzata da una straordinaria prospettiva architettonica e conduce alla Vault, che custodisce  una magnifica collezione di minerali, tra cui pregevoli esemplari di cristalli. L’affascinante mostra ‘Treasures‘ nella Cadogan Gallery ospita una serie di reperti non collegati fra loro, ognuno dei quali vanta una sua storia, da un grosso frammento di roccia lunare a un teschio di leone berbero. L’ampio Darwin Centre, incentrato sulla tassonomia, raccoglie 28 milioni di insetti e sei milioni di piante in un ‘bozzolo gigante‘.

La Sensational Butterflies (interi/famiglie £ 4.50/16; 10-17.50 metà apr-metà set) è un tendone a forma di tunnel sull’East Lawn che pullula di farfalle.

Il magnifico Wildlife Garden (apr-ott), un angolo di campagna inglese nel cuore di Londra, comprende una serie di habitat delle pianure britanniche, con un prato, l’ingresso di una fattoria e un albero abitato da uno sciame d’api.

  • L’ingresso al museo è libero; l’ingresso alla Sensational Butterflies è a pagamento.
  • L’orario di visita: 10-17.50 con ultima entrata alle 17.30.
  • Fermata Underground South Kensington.

Perfino la facciata del museo è una profusione di piante e animali! 78 milioni di esemplari sono qui raccolti, ma solo una piccola parte è esposta, per raccontare la storia della vita e della terra in tutta la loro varietà. Dal dinosauro al più piccolo degli insetti, dallo sfavillio del diamante al terremoto.

Troverete più di una persona all’ingresso ma, ‘tra un Harrods e un Harvey Nichols‘, il consiglio è quello di entrare e perdersi al suo interno!

Alessandro Spadoni

… e il 33esimo giorno fu creata Londra!

Viaggiare è scoprire, sperimentare, assaggiare e sentire. E’ lasciarsi trasportare dal desiderio di scoprire cose nuove. Viaggiare è una sfida personale, è arricchirsi e riscoprirsi. Viaggiare è aprire la mente, gli occhi e il cuore verso altre culture. Viaggiare è un dialogo tra viaggiatori e nativi, in cui i costumi si condividono e si trasmettono. Viaggiare è ispirazione, meraviglia, unione e relax…

In questa pagina abbiamo viaggiato e continueremo a farlo per la città di Londra, attraverso le mie storie – e che storie!

Posso svelarvi un segreto? Non è necessario muoversi per viaggiare. Bisogna solo essere in costante movimento. E’ sufficiente leggere, sognare o ricordare.

Siamo nati senza saperlo e moriremo senza volerlo – prendiamo la nostra vita in mano e facciamo quello che più ci piace (se viaggiare meglio, se a Londra ancor di più). Dajeee!!!

Alessandro Spadoni

BUONE FESTE by EveryBodyInUK

DESIDERA AUGURARE A TUTTI I LETTORI E ALLE LORO FAMIGLIE I PIÙ SENTITI AUGURI DI BUONE FESTE!!!

La Redazione
Alessandro Spadoni/Dario Briscolini/Fabio Di Carlo

WISHES ALL ITS READERS HAPPY HOLIDAYS!!!

Editors
Alessandro Spadoni/Dario Briscolini/Fabio Di Carlo

 

EveryBodyInUK compie cinque anni … AUGURI!!!

E altri dodici mesi sono giunti al tramonto! Sono ormai 5 anni che proviamo ad ‘irrompere‘ nel web nonostante la cosa non sia poi così semplice. Oggi è una giornata speciale per questa piattaforma, nata quasi per caso e cresciuta in maniera esponenziale ‘a ritmo di swing‘ ma, nel festeggiare quest’occasione particolare, vi racconto una storia basata su fatti realmente accaduti.

… POPOLO LONDINESE, SCENDE IN CAMPO IL TEAM DI EARL’S COURT, IN ALTO I CUORI E FUORI LA VOCE … 

 Adriana, Francesca, Karam, Kasia, Massimiliano, Mattia Salvatore hanno significato e continuano a significare molto per me, amici prima che colleghi di lavoro.
Oggi, giorno in cui EveryBodyInUK compie gli anni, lascio le luci della ribalta a loro che ho rivisto qualche giorno fa a Londra.
Il legame che mi unisce a questi ‘squinternati‘ è forte e dopo la mia apparizione a sorpresa credo ancor più saldo, grazie soprattutto al tempo, energia e scorpacciate di cibo accompagnate da fiumi di birra in loro compagnia.

E’ una sensazione gradevole sapere che qualcuno dall’altra parte della Manica ti può aiutare offrendoti lavoro, tempo e ciò che più conta: l’amicizia! Non dimentico l’abbraccio di Francesca, la ‘toscanina‘ più dolce d’Inghilterra o le bevute in giro per la città con ‘bomber‘ Mattia e Salvatore.

E che dire di Massimiliano – per gli amici ‘Massimino‘ – che in una conversazione davanti ad una gustosissima birra, mi ha ribadito che ci sarà sempre (anche per una partita in uno dei tanti stadi londinesi).

Ripropongo le ‘pagelle‘ che scrissi qualche mese fa poco prima di far ritorno in Italia.

[Adriana (Adri) – Sembra passata un’eternità dai primi di luglio ma sono appena poco più di tre mesi quando, in un assolato pomeriggio di mezza estate, incontrava il sottoscritto per l’interview che avrebbe cambiato l’esperienza londinese di Alessandro. Portatrice sana di superiorità: fa la pendolare tra il ruolo di barista (che le riesce non alla grande, ‘de più‘) e quello di ‘collettatrice‘ e ‘ristoccatrice‘. La sua presenza si nota ovunque, persino in bagno. Il nostro, grazie soprattutto ai suoi check, sempre in ordine (chapeau). Sa sempre cosa fare, i suoi cappuccini sono qualcosa di inspiegabile (‘now you can do it‘ mi disse, io l’ho fatto o almeno mi piace crederlo).
Manager, ma non per questo non una di noi. Voto 8.5!

Katarzyna (Kasia) – ‘The Teacher‘ con la T maiuscola! La prima volta ho pensato: ‘ora sono guai‘, capirò, sarò all’altezza?! Polacca, ma calda ‘inside‘, mi ha trainato per i primi due giorni più duri e difficili in quel di Earl’s Court. A suo agio dietro al bancone, collegamento continuo con il resto del gruppo. Nella ‘giungla‘ mattutina sa sempre come procacciarsi il cibo, quindi i clienti. Vedendola lavorare non puoi non innamorarti di questo mestiere (duro ma, se preso nella maniera giusta, ricco di soddisfazioni).
Assistant Manager, applausi. Voto 9.0! – THANKS KASIA –

Mattia (Matti) – Qualche bevuta in più con lui non mi avrebbe di certo fatto male, colpa mia. Tremolante la mattina, all’apertura, ma dopo due, tre, al massimo quattro caffè è pronto ad assumersi le sue responsabilità. Alla costante ricerca del cliente da servire per logorarne i meccanismi offensivi. Lascia il segno nei momenti di occupazione totale del bancone, suo grande ‘alleato‘. ‘Piacione‘, come si dice a Roma, con le clienti carine (sono tutte sue), mescola senso dell’umorismo condito da quell’accento milanese che non guasta. Indimenticabile una delle tante chiusure con lui quando, impazzito, scatenato, ha iniziato a cantare e ballare (sulle note di ‘E la vita la vita‘).
Assistant Manager, di scuola ‘Westfield’. Voto 8.5!

Francesca (la Fra) – Con lei in campo non ci si annoia mai! Tante ma tante ‘risae‘ in turni che sembravano non avere fine. In sua compagnia l’ultimo, commovente, shift. Tremolante nella washing area, però considerati i trailer immaginari che accompagnavano il confronto con il sottoscritto, la sua sopravvivenza è un successo. Rimane in piedi in mezzo alla tempesta di clienti che si riversano a folate ‘inside‘. Una mattina ‘risae a gogó‘ tra me, lei e il T-Max che, preso da euforismo per i tanti soldi guadagnati, si lascia andare ad una esultanza alla Luca Toni. Guadagna punti su punti agli occhi del suo Manager con chiusure sfavillanti. Sarà stata la mia presenza? Non credo. L’é bellina (Filippo non me ne voglia) e con larghi margini di miglioramento.
Shift Leader, tieni duro. Voto 8.0!

Massimiliano (Massimino) – Non me ne voglia il resto del gruppo ma, sarà l’aver lasciato a lui il mio CV in quel pomeriggio di luglio, sarà il poco scarto d’età, sarà lo stesso taglio di capelli (non a caso abbiamo lo stesso barbiere che ci cura il look), è il ‘collega‘ con il quale ho legato di più. La lancetta si ferma abbondantemente sopra la sufficienza. Nel miscelatore, come spesso gli accade, ci sono quintali di ingredienti: alcuni amari, ‘bussare‘ come se non ci fosse un domani al sottoscritto alla presenza di un cliente e mezzo con un ordine di un single e un double espresso. Altri essenziali per la salute di squadra, come il martellamento che produce in ogni settore di questo mestiere. Il ‘daje Spadó‘ uno dei motivi per i quali è valsa la pena lavorare con lui. Le aperture con la sua andatura alla ‘vorrei ma non posso‘ e le chiusure in sua compagnia, con il cliente in entrata alle 20.45 con ordine frappé milk-shake resteranno scritte negli annali di questo store. La sua pedalata alle sei di mattina o il suo abbigliamento estivo non ammettono repliche. Indimenticabile il ‘byeMade in Massimino. Munnezz, Lota, Latrina
Shift Leader, ‘camomillo’. Voto 9.5!

Salvatore (Salva) – In tuta da lavoro, e che tuta (sporca in ogni sua parte, persino sulle ginocchia) rispetta la turnazione e, rispetto agli altri, si preoccupa di sorvegliare che la condiment unit, il fridge, il cake fridge e qualsiasi altra cosa da ‘ristoccare‘ sia ok (a momenti ristocca anche i locali adiacenti)! Riprende la jug per ‘qualche‘ ottimo latte e flat white. Classe operaia. In continua competizione con il sottoscritto per qualche video e voce di troppo in quel di Earl’s Court. ‘Sellerò‘, come si dice a Roma, troppo hai da fare per eguagliarmi. I’m The best, remember! Le sue chiusure sono impeccabili, penalizzato dallo spreco di latte (il bancone ne sa qualcosa) e dall’accento non propriamente londinese! Il team crede in lui, lui crede in quello che fa. Piccola grande Munnezz!
Shift Leader, futuro radioso. Voto 8.5!

Karam (Karim) – Da poco in squadra, il ragazzo si farà! Ha ottimi ‘insegnanti‘ dai quali poter apprendere i ‘trucchi‘ del mestiere. Team, tempo al tempo, il ragazzo ha buone qualità!
Barista in Training, simpaticissimo. Voto 7.0!]

E’ un piccolo omaggio per festeggiare un altro anno di quello che sta diventando un punto di riferimento per tutte le persone che mi seguono e alle quali va un pensiero.

Spengo questa quinta candelina e riprendo il cammino!!!

Alessandro Spadoni