In memoria del ‘Boleyn Ground’

Il ‘Boleyn Ground‘ è ancora considerato, a detta di molti, lo Stadio. Un luogo magico, fiabesco immerso nel trambusto di uno dei quartieri tra i più popolari della città. Perché proprio ‘Upton Park‘, vi domanderete? Il West Ham è sostenuto da tifosi caldissimi che, pur ricordandoli anche per gesti non propriamente leciti (ma di questo al momento poco importa), amano alla follia la loro squadra. Mi è sembrato opportuno rendere omaggio ad un impianto che, nonostante sia stato raso al suolo (ndr la foto a destra è stata scattata da Maurizio B.), è stato teatro di 1862 partite di campionato, 2398 complessive. Dalle sue ceneri sorgerà Upton Gardens, complesso condominiale composto da 842 case, la maggior parte delle quali sarà rivenduta a prezzi esorbitanti e difficilmente affrontabili per la maggior parte della popolazione londinese.

Ed è per questo che, nonostante sia entusiasmante andare a vivere in una villa di lusso, la casa dove hai trascorso una vita ti resterà sempre nel cuore. Qui ha tifato col cuore caldo la Londra operaia, accento cockney e tatuaggi. Negli anni ’60 l’odore di hot dog, pollo fritto e patatine si respirava anche in campo. Gli spettatori stavano in piedi, schiacciati, a cantare ‘I’m Forever Blowing Bubbles‘. I rivali erano intimoriti. I giocatori di casa sapevano che non potevano battere la fiacca. Qui il popolo non si arrendeva mai: persino in 30 mila sostenevano la squadra nei momenti duri della Championship.

Qualche giorno fa ho lanciato l’appello a quanti mi seguono, chiedendo loro di postare il maggior numero di foto a testimonianza di una giornata particolare vissuta all’interno dell’ex-sede calcistica del West Ham United.

Posto gli scatti di chi ha accolto la mia richiesta e contribuito a rendere la mia pagina viva e interessante!

La mia prima volta ad ‘Upton Park‘ in un freddo pomeriggio di febbraio [2012] in compagnia di Francesco, collega ed amico.

La mia seconda volta in quel di Green Street via Brick Lane (il mio amico ricorderà) in una serata di dicembre [2013] in compagnia di Jordy.  

Sulla sinistra, Marco in compagnia dei suoi amici (accaniti sostenitori degli ‘Hammers‘) in un ‘Boleyn Ground‘ gremito in ogni ordine di posto per un West HamFulham disputato nel novembre 2013.

Sulla destra, ‘Upton Park‘ fotografato nel gennaio 2016 in occasione di West HamManchester City da Valerio, altro mio amico con il quale condivido l’amore calcistico per una squadra italiana nonché quello per ciò che ruota attorno a Londra.

Sulla sinistra, altra foto di valore, scattata da Marco nel marzo 2012 in occasione dell’avvicinamento allo stadio nella gara che il West Ham avrebbe di lì a poco disputato contro il Watford in un match di Championship terminato in parità. Per chi non lo sapesse, Marco è il gestore di una delle pagine più complete inerenti il calcio inglese.

Sulla destra, Fabio e Valerio immortalati davanti al pub ‘The Queens‘, ubicato in Green Street e a due passi dall’ex-sede calcistica degli ‘Hammers‘ in occasione di un West HamLeicester dell’ottobre 2011. Colgo l’occasione per salutare i Martelli d’Italia, tra i più grandi club supporter ufficiali della società londinese. Tifosi veri che seguono la propria squadra in ogni categoria, in ogni occasione.

Sia a destra che a sinistra, Maurizio S. al suo primo incontro con i ragazzi in maglia ‘claret and blue‘. La gara terminò 5 a 3 per i padroni di casa contro il Burnley. Le foto sono state scattate nel novembre 2009. Fantastica quella che lo ritrae sotto la statua dedicata a Bobby Moore.

Infine sulla destra ancora Maurizio S., conosciuto al ‘The Churchill Arms‘, insieme a Bill Gardner poco prima del match tra West Ham e Southampton del febbraio 2014. La gara, neanche a dirlo, è terminata 3 a 1 per i ragazzi dell’est di Londra. Sarà un caso? Non credo…

Mai fatto un pezzo del genere, mai coinvolto tutte queste persone. Grazie ragazzi!!!

Alessandro Spadoni

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Caffè Nero – ‘The best coffee this side of Milan’

Il caffè a Londra è Caffè Nero!

Non sono un amante di questa bevanda ma, se fatta bene, non è niente male.

Nel periodo in cui ho lavorato in questa compagnia (ndr nella foto lo store di Earl’s Court) bevevo principalmente latte con ghiaccio (‘milk with ice‘ come ero solito chiamarlo) ed ottima cioccolata calda con ‘hazelnut sirup‘, come dimenticare quella preparata dal mio amico greco Nikolaos. Ciò nonostante capisco i motivi che spingono le persone a scegliere il caffè.

Lo scopo non è pubblicizzare un prodotto, un marchio, non sono bravo in questo, ma consigliare il meglio forse si. Londra è piena di catene enogastronomiche ma non tutte sono alla sua altezza.

Non ho mai denigrato la concorrenza e non voglio farlo ora, ma qui troverete cordialità, professionalità e qualità. Che poi abbia fatto parte di un ottimo team, questo è un altro discorso.

Con l’occasione voglio mandare un bacio alla mia manager Adriana, al mio ‘MaestroKasia, alla mia amica Francesca e un abbraccio agli scapestrati Mattia, Massimiliano e Salvatore.

… quasi dimenticavo, AUGURONI ad Alessandra e ‘Massimino‘…

Alessandro Spadoni

 

 

‘London Calling’ by mamma

… E alla fine, viaggio fu! E che viaggio, in compagnia di una persona speciale …
Credo fosse la cosa giusta da fare dopo esser passato da quelle parti con papà!
Mia madre: ‘Torniamo a Londra?‘, detto qualche giorno fa e a brevissima distanza dal week-end settembrino.

Sapere che le è piaciuta al punto tale da voler tornare nell’immediato, mi rende felice nonostante fosse ovvio! Una città che seduce, che incanta con la sua bellezza (ndr perché è davvero bella), dinamicità, accoglienza ed in costante evoluzione. Solo chi l’ha vissuta in prima persona, può capire.

E’ stato un viaggio particolare, diverso da tutti gli altri visto che si trattava del primo solo con mia madre. Che dire, mi fa ‘incazzare‘, sbroccare ma è sempre stata al mio fianco in questi 33 anni, alcuni dei quali molto difficili (ndr Pluto, i Nonni, Manuela). Il viaggio è stato il pretesto per ripagarla per quanto fatto. Che poi lo abbia pagato lei è un altro conto! 😀

Tre giorni per farle vedere il più possibile ma, conoscendo la città forse anche meglio di Roma, è stato abbastanza semplice nonché un piacere. Le prime 24h saranno ricordate per l’inconveniente avuto con il lucchetto della valigia ma, dopo svariati tentativi, siamo riusciti ad aprirla e a quel punto la città è diventata nostra (ndr mia lo era già)!

Non racconterò le sensazioni provate ma vi svelerò  qualche buon posto dove mangiare. La prima sera abbiamo cenato presso lo Ye Olde Cock Tavern in Fleet St. In questo modo ho provato i due locali frequentati dal Dr Johnson: caratteristico e datato lo Ye Olde Cheshire Cheese; particolare, rilassante quello sopracitato. La seconda sera, memore della ‘scorpacciata‘ con Mattia, Salvatore e Luca qualche mese prima, ho optato per il ristorante turco Fez Mangal. Cibo delizioso nella cornice incantevole di Notting Hill, da provare le lamb chops (ndr qualcosa di incredibile).

Dulcis in fundo: rimarrà scolpito il viaggio in bus che dal centro della città ci ha portato all’aeroporto; strade secondarie per evitare il traffico con l’autista trasformatosi in pilota!

Peccato siano stati solo tre giorni ma Londra è stata, è e sarà sempre mia (ndr che decida o meno di tornare a vivere lì).

Alessandro Spadoni

 

Wallace Collection

La Wallace Collection, forse la più bella tra le piccole gallerie d’arte londinesi, offre un affascinante spaccato della vita quotidiana condotta dal ceto aristocratico nel XVIII secolo. Situata in un palazzo di gusto italiano sontuosamente restaurato, è una splendida collezione di dipinti, porcellane e mobili del Sei e Settecento, raccolti per generazioni dalla stessa famiglia e donati alla nazione dalla vedova di Sir Richard Wallace (1818-90) a condizione che fossero esposti per sempre nel centro di Londra e che la posizione dei quadri rispettasse le volontà testamentarie del marito.

Tra i numerosi capolavori figurano dipinti di Rembrandt, Delacroix, Tiziano, Rubens, Poussin, Velázquez e Gainsborough, tutti esposti nella magnifica Great Gallery. Molto ricca è la collezione di dipinti di rococò, mobili e porcellane appartenuti a Maria Antonietta di Francia. Troverete anche una spettacolare raccolta di armature medievali e rinascimentali e un’ampia scalinata, considerata uno dei massimi capolavori dell’architettura d’interni francese. Le ottime audioguide costano £ 3.

Nel cortile al centro del palazzo ha sede il favoloso ristorante Wallace, coperto da un tetto in vetro.

Pochi ristoranti hanno una cornice più suggestiva di questa brasserie. La cucina trae ispirazione dalla tradizione gastronomica francese e utilizza prodotti di stagione, proponendo menu del giorno da due/tre portate a £ 22/26. L’afternoon tea costa £ 17.50. Ahimè, non è un posto a buon mercato ma, se in dolce compagnia, accomodatevi e… .

  • L’ingresso al museo è libero; sono gradite donazioni.
  • L’orario di visita: 10-17.
  • Fermata Underground Bond Street.

Ho visitato più di un museo a Londra ma questo è uno dei più suggestivi. Lunga vita al football, lunga vita alla cultura!

Alessandro Spadoni

Little Venice

Il luogo di cui parleremo è un angolino di Londra abbastanza insolito: una piccola Venezia con canali e barche, anche se a me ha ricordato molto di più Amsterdam.

Little Venice, come è stata chiamata, è un piccolo sobborgo nella zona nord-occidentale di Londra, nei pressi di Paddington: un posto che non molti conoscono.

E’ una zona residenziale che si sviluppa intorno al Regent’s Canal, caratterizzata da spazi verdi, giardini, anatre e barche. E’ una Londra calma, affacciata sui canali, con casine galleggianti e fronde che ombreggiano le rive. Somiglia un po’ a tutte quelle città che si specchiano sull’acqua raccogliendosi attorno ai canali.

La vera atmosfera di questo quartiere la si respira scendendo alla fermata Underground di Warwick Avenue (Bakerloo Line) e attraversando il ponticello sopra al Regent’s Canal sotto il quale si trova uno stagno racchiuso tra altre due strade, Warwick CrescentBlomfield Road.

Qui si trova la banchina da dove partono le barche turistiche della compagnia London Waterbus che offre degli itinerari in barca sul Regent’s Canal da Little Venice a Camden Lock e allo Zoo di Londra. Il costo di questi tour è un po’ caro; in alternativa potrete optare per una piacevole passeggiata di una mezz’oretta lungo il percorso pedonale che da Little Venice porta a Camden Town.

Oltre a quelle turistiche ci sono tante barche ormeggiate in cui la gente vive. Alcune sono davvero molto belle, coloratissime e piene di fiori. Altre barche invece sono adibite a bar e ristoranti, come il Waterside Little Venice Cafe – aperto dalle 9 alle 17 – sul lato di Warwick Crescent.

Alessandro Spadoni