‘London Calling’ by mamma

… E alla fine, viaggio fu! E che viaggio, in compagnia di una persona speciale …
Credo fosse la cosa giusta da fare dopo esser passato da quelle parti con papà!
Mia madre: ‘Torniamo a Londra?‘, detto qualche giorno fa e a brevissima distanza dal week-end settembrino.

Sapere che le è piaciuta al punto tale da voler tornare nell’immediato, mi rende felice nonostante fosse ovvio! Una città che seduce, che incanta con la sua bellezza (ndr perché è davvero bella), dinamicità, accoglienza ed in costante evoluzione. Solo chi l’ha vissuta in prima persona, può capire.

E’ stato un viaggio particolare, diverso da tutti gli altri visto che si trattava del primo solo con mia madre. Che dire, mi fa ‘incazzare‘, sbroccare ma è sempre stata al mio fianco in questi 33 anni, alcuni dei quali molto difficili (ndr Pluto, i Nonni, Manuela). Il viaggio è stato il pretesto per ripagarla per quanto fatto. Che poi lo abbia pagato lei è un altro conto! 😀

Tre giorni per farle vedere il più possibile ma, conoscendo la città forse anche meglio di Roma, è stato abbastanza semplice nonché un piacere. Le prime 24h saranno ricordate per l’inconveniente avuto con il lucchetto della valigia ma, dopo svariati tentativi, siamo riusciti ad aprirla e a quel punto la città è diventata nostra (ndr mia lo era già)!

Non racconterò le sensazioni provate ma vi svelerò  qualche buon posto dove mangiare. La prima sera abbiamo cenato presso lo Ye Olde Cock Tavern in Fleet St. In questo modo ho provato i due locali frequentati dal Dr Johnson: caratteristico e datato lo Ye Olde Cheshire Cheese; particolare, rilassante quello sopracitato. La seconda sera, memore della ‘scorpacciata‘ con Mattia, Salvatore e Luca qualche mese prima, ho optato per il ristorante turco Fez Mangal. Cibo delizioso nella cornice incantevole di Notting Hill, da provare le lamb chops (ndr qualcosa di incredibile).

Dulcis in fundo: rimarrà scolpito il viaggio in bus che dal centro della città ci ha portato all’aeroporto; strade secondarie per evitare il traffico con l’autista trasformatosi in pilota!

Peccato siano stati solo tre giorni ma Londra è stata, è e sarà sempre mia (ndr che decida o meno di tornare a vivere lì).

Alessandro Spadoni

 

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