Outside BARNET’s houseS

Ciò che mi lega al Barnet Football Club o se vogliamo, al quartiere omonimo e a quello di Stanmore (dove sorge la nuova sede della squadra), è qualcosa che va oltre l’ordinario. Non so spiegarmi il perchè ma, senza volerlo, ho visitato entrambi gli stadi.

L’Underhill Stadium sorge nel quartiere di Barnet, nell’estremo nord della città in una zona alquanto anonima. Per arrivare sin qui consiglio di evitare qualsiasi bus e prendere la Northern Line (fermata High Barnet/zona 5).

 

Il The Hive, costruito in un ‘paradiso‘ lontano dal traffico e dalla confusione della città e dal quale si può adocchiare l’arco del maestoso Wembley (vista la vicinanza), è facilmente raggiungibile e a mio avviso merita.

Lascio spazio alle foto, scattate in due momenti vicini ma differenti.

Alessandro Spadoni

 

THE HIVE


Alessandro-The Hive: dolce sorpresa!!!
Alessandro-Underhill Stadium: delusione!!!

Periferia non equivale a degrado!

Ho girato molto bene Londra perchè, nonostante vivere qui sia difficile, costoso, a volte deprimente per via del tempo, beh, io l’adoro e non potuto fare a meno di conoscerne le sue peculiarità. L’essermi spinto al di fuori di zone turistiche mi ha portato a scoprire quanto di bello questa città ha da offrire. Qualche settimana fa, ritornato per qualche giorno di vacanza, ho portato a termine il mio scopo: visitare tutti gli impianti calcistici delle squadre londinesi che militano tra i professionisti in questo momento. Qualche tempo prima, visitai il vecchio stadio del Barnet non ricordando che dal 2013 i ‘Bees‘, (soprannome con il quale vengono definiti gli uomini in maglia arancione con striature nere, calzoncini neri e calzerotti neri), non giocano più nel quartiere omonimo (che per arrivarci by bus impiegai un’eternità), ma in quel di Stanmore, non molto distante da Wembley. Si tratta di una zona piacevole, anche se distante dal centro, contornata da un paesaggio a dir poco bucolico.

Sceso alla fermata metro di Queensbury, ho camminato per qualche minuto in Turner Rd prima di svoltare in Camrose Ave per arrivare a destinazione! La vista del ‘The Hive‘ mi ha lasciato sorpreso, vedete non è l’impianto in sè (struttura nuova, polifunzionale quanto anonima), ma il contesto nel quale è inserito. Il verde che lo circonda con le numerose case a schiera e l’Underground a pochi metri di distanza, fanno della nuova sede del Barnet, una meta da visitare per amanti del calcio e non. Per non parlare dei numerosi campi di allenamento che si trovano a pochi metri di distanza. In uno di questi ho avuto la fortuna di assistere ad una parte di allenamento degli idoli di casa, riuscendo a fotografarmi con il centrocampista Curtis Weston.

Ho scambiato qualche parola con gli addetti alla manuntenzione e, dopo essermi identificato come giornalista, uno di questi mi ha permesso di arrivare sino a bordo campo. Nonostante abbia visto diverse strutture, anche al loro interno, ciò che provo quando mi trovo dentro uno stadio è qualcosa di inspiegabile.
Superficiale? Banale? Monotematico? Non credo, faccio ciò che mi rende felice.

Qualche mese prima visitai l’Underhill Stadium (dove oggi giocano le riserve dell’Arsenal) ma l’impatto con il quartiere e lo stadio non fu dei migliori. L’unica peculiarità dell’ex-casa dei ‘Bees‘ è la pendenza sulla quale sorge. Le squadre si trovano a giocare un tempo in salita ed uno in discesa! Amazing…

Barnet – Tel +44 20 8381 3800; www.barnetfc.com; The Hive, Camrose Avenue HA8 6AG; ingresso £ 19-25; stazione Underground Queensbury (Jubilee Line).

QUARTIERE – La zona in questione, nonostante non offra alcuna attrazione al ‘semplice‘ turista, si presenta accogliente e merita senz’altro di essere visitata. Appena usciti dalla stazione metro si può trovare ciò di cui si ha bisogno – frutterie, locali dove mangiare e bere, sala scommesse e tanto altro ancora. Alcune caratteristiche particolari come il sali-scendi tipico della Londra del nord, rotonde con in mezzo alti alberi e la linea della Jubilee Line che lo attraversa donano al quartiere un aspetto fiabesco.

LOCALI E RISTORANTI – L’area vanta diversi posti dove poter mangiare prima di una gara dei ‘Bees‘ o per festeggiare un’eventuale vittoria.

  • GRAZIOLI’S BAR – Ottima birra, servizio molto cordiale e disponibile. Prezzi ragionevoli. Frequentato dai tifosi di casa. Altamente raccomandato! Il locale è ubicato in , stazione Underground Queensbury.
  • THE REGENCY CLUB Pub frequentato dai padroni di casa e non molto distante dal ‘The Hive‘. Difficile trovare posto quando il Barnet gioca in casa. Il locale è ubicato in , stazione Underground Queensbury.
  • PECKING ORDER E’ il ristorante dove si ritrovano i tifosi locali prima e dopo le gare degli uomini in maglia arancio-nera. La struttura è parte integrante dello stadio. Cibo non troppo elaborato, atmosfera ‘pazzesca‘. Il ristorante è ubicato in , stazione Underground Queensbury.

PERNOTTAMENTO – Se siete in procinto di recarvi a Londra per assistere ad una gara del Barnet, consiglio il comodo e funzionale Premier Inn London Edgware, hotel 3* con un giudizio complessivo pari a 8.1 su 10, molto vicino al ‘The Hive‘.

  • Nella prossima puntata faremo tappa nella lontana ma pur sempre ‘londineseWatford, nell’estremo nord-ovest di Londra, dove visiteremo lo ‘chicchettoso‘ ‘Vicarage Road‘, sede del Watford.

Alessandro Spadoni

… e il 33esimo giorno fu creata Londra!

Viaggiare è scoprire, sperimentare, assaggiare e sentire. E’ lasciarsi trasportare dal desiderio di scoprire cose nuove. Viaggiare è una sfida personale, è arricchirsi e riscoprirsi. Viaggiare è aprire la mente, gli occhi e il cuore verso altre culture. Viaggiare è un dialogo tra viaggiatori e nativi, in cui i costumi si condividono e si trasmettono. Viaggiare è ispirazione, meraviglia, unione e relax…

In questa pagina abbiamo viaggiato e continueremo a farlo per la città di Londra, attraverso le mie storie – e che storie!

Posso svelarvi un segreto? Non è necessario muoversi per viaggiare. Bisogna solo essere in costante movimento. E’ sufficiente leggere, sognare o ricordare.

Siamo nati senza saperlo e moriremo senza volerlo – prendiamo la nostra vita in mano e facciamo quello che più ci piace (se viaggiare meglio, se a Londra ancor di più). Dajeee!!!

Alessandro Spadoni

BUONE FESTE by EveryBodyInUK

DESIDERA AUGURARE A TUTTI I LETTORI E ALLE LORO FAMIGLIE I PIÙ SENTITI AUGURI DI BUONE FESTE!!!

La Redazione
Alessandro Spadoni/Dario Briscolini/Fabio Di Carlo

WISHES ALL ITS READERS HAPPY HOLIDAYS!!!

Editors
Alessandro Spadoni/Dario Briscolini/Fabio Di Carlo

 

EveryBodyInUK compie cinque anni … AUGURI!!!

E altri dodici mesi sono giunti al tramonto! Sono ormai 5 anni che proviamo ad ‘irrompere‘ nel web nonostante la cosa non sia poi così semplice. Oggi è una giornata speciale per questa piattaforma, nata quasi per caso e cresciuta in maniera esponenziale ‘a ritmo di swing‘ ma, nel festeggiare quest’occasione particolare, vi racconto una storia basata su fatti realmente accaduti.

… POPOLO LONDINESE, SCENDE IN CAMPO IL TEAM DI EARL’S COURT, IN ALTO I CUORI E FUORI LA VOCE … 

 Adriana, Francesca, Karam, Kasia, Massimiliano, Mattia Salvatore hanno significato e continuano a significare molto per me, amici prima che colleghi di lavoro.
Oggi, giorno in cui EveryBodyInUK compie gli anni, lascio le luci della ribalta a loro che ho rivisto qualche giorno fa a Londra.
Il legame che mi unisce a questi ‘squinternati‘ è forte e dopo la mia apparizione a sorpresa credo ancor più saldo, grazie soprattutto al tempo, energia e scorpacciate di cibo accompagnate da fiumi di birra in loro compagnia.

E’ una sensazione gradevole sapere che qualcuno dall’altra parte della Manica ti può aiutare offrendoti lavoro, tempo e ciò che più conta: l’amicizia! Non dimentico l’abbraccio di Francesca, la ‘toscanina‘ più dolce d’Inghilterra o le bevute in giro per la città con ‘bomber‘ Mattia e Salvatore.

E che dire di Massimiliano – per gli amici ‘Massimino‘ – che in una conversazione davanti ad una gustosissima birra, mi ha ribadito che ci sarà sempre (anche per una partita in uno dei tanti stadi londinesi).

Ripropongo le ‘pagelle‘ che scrissi qualche mese fa poco prima di far ritorno in Italia.

[Adriana (Adri) – Sembra passata un’eternità dai primi di luglio ma sono appena poco più di tre mesi quando, in un assolato pomeriggio di mezza estate, incontrava il sottoscritto per l’interview che avrebbe cambiato l’esperienza londinese di Alessandro. Portatrice sana di superiorità: fa la pendolare tra il ruolo di barista (che le riesce non alla grande, ‘de più‘) e quello di ‘collettatrice‘ e ‘ristoccatrice‘. La sua presenza si nota ovunque, persino in bagno. Il nostro, grazie soprattutto ai suoi check, sempre in ordine (chapeau). Sa sempre cosa fare, i suoi cappuccini sono qualcosa di inspiegabile (‘now you can do it‘ mi disse, io l’ho fatto o almeno mi piace crederlo).
Manager, ma non per questo non una di noi. Voto 8.5!

Katarzyna (Kasia) – ‘The Teacher‘ con la T maiuscola! La prima volta ho pensato: ‘ora sono guai‘, capirò, sarò all’altezza?! Polacca, ma calda ‘inside‘, mi ha trainato per i primi due giorni più duri e difficili in quel di Earl’s Court. A suo agio dietro al bancone, collegamento continuo con il resto del gruppo. Nella ‘giungla‘ mattutina sa sempre come procacciarsi il cibo, quindi i clienti. Vedendola lavorare non puoi non innamorarti di questo mestiere (duro ma, se preso nella maniera giusta, ricco di soddisfazioni).
Assistant Manager, applausi. Voto 9.0! – THANKS KASIA –

Mattia (Matti) – Qualche bevuta in più con lui non mi avrebbe di certo fatto male, colpa mia. Tremolante la mattina, all’apertura, ma dopo due, tre, al massimo quattro caffè è pronto ad assumersi le sue responsabilità. Alla costante ricerca del cliente da servire per logorarne i meccanismi offensivi. Lascia il segno nei momenti di occupazione totale del bancone, suo grande ‘alleato‘. ‘Piacione‘, come si dice a Roma, con le clienti carine (sono tutte sue), mescola senso dell’umorismo condito da quell’accento milanese che non guasta. Indimenticabile una delle tante chiusure con lui quando, impazzito, scatenato, ha iniziato a cantare e ballare (sulle note di ‘E la vita la vita‘).
Assistant Manager, di scuola ‘Westfield’. Voto 8.5!

Francesca (la Fra) – Con lei in campo non ci si annoia mai! Tante ma tante ‘risae‘ in turni che sembravano non avere fine. In sua compagnia l’ultimo, commovente, shift. Tremolante nella washing area, però considerati i trailer immaginari che accompagnavano il confronto con il sottoscritto, la sua sopravvivenza è un successo. Rimane in piedi in mezzo alla tempesta di clienti che si riversano a folate ‘inside‘. Una mattina ‘risae a gogó‘ tra me, lei e il T-Max che, preso da euforismo per i tanti soldi guadagnati, si lascia andare ad una esultanza alla Luca Toni. Guadagna punti su punti agli occhi del suo Manager con chiusure sfavillanti. Sarà stata la mia presenza? Non credo. L’é bellina (Filippo non me ne voglia) e con larghi margini di miglioramento.
Shift Leader, tieni duro. Voto 8.0!

Massimiliano (Massimino) – Non me ne voglia il resto del gruppo ma, sarà l’aver lasciato a lui il mio CV in quel pomeriggio di luglio, sarà il poco scarto d’età, sarà lo stesso taglio di capelli (non a caso abbiamo lo stesso barbiere che ci cura il look), è il ‘collega‘ con il quale ho legato di più. La lancetta si ferma abbondantemente sopra la sufficienza. Nel miscelatore, come spesso gli accade, ci sono quintali di ingredienti: alcuni amari, ‘bussare‘ come se non ci fosse un domani al sottoscritto alla presenza di un cliente e mezzo con un ordine di un single e un double espresso. Altri essenziali per la salute di squadra, come il martellamento che produce in ogni settore di questo mestiere. Il ‘daje Spadó‘ uno dei motivi per i quali è valsa la pena lavorare con lui. Le aperture con la sua andatura alla ‘vorrei ma non posso‘ e le chiusure in sua compagnia, con il cliente in entrata alle 20.45 con ordine frappé milk-shake resteranno scritte negli annali di questo store. La sua pedalata alle sei di mattina o il suo abbigliamento estivo non ammettono repliche. Indimenticabile il ‘byeMade in Massimino. Munnezz, Lota, Latrina
Shift Leader, ‘camomillo’. Voto 9.5!

Salvatore (Salva) – In tuta da lavoro, e che tuta (sporca in ogni sua parte, persino sulle ginocchia) rispetta la turnazione e, rispetto agli altri, si preoccupa di sorvegliare che la condiment unit, il fridge, il cake fridge e qualsiasi altra cosa da ‘ristoccare‘ sia ok (a momenti ristocca anche i locali adiacenti)! Riprende la jug per ‘qualche‘ ottimo latte e flat white. Classe operaia. In continua competizione con il sottoscritto per qualche video e voce di troppo in quel di Earl’s Court. ‘Sellerò‘, come si dice a Roma, troppo hai da fare per eguagliarmi. I’m The best, remember! Le sue chiusure sono impeccabili, penalizzato dallo spreco di latte (il bancone ne sa qualcosa) e dall’accento non propriamente londinese! Il team crede in lui, lui crede in quello che fa. Piccola grande Munnezz!
Shift Leader, futuro radioso. Voto 8.5!

Karam (Karim) – Da poco in squadra, il ragazzo si farà! Ha ottimi ‘insegnanti‘ dai quali poter apprendere i ‘trucchi‘ del mestiere. Team, tempo al tempo, il ragazzo ha buone qualità!
Barista in Training, simpaticissimo. Voto 7.0!]

E’ un piccolo omaggio per festeggiare un altro anno di quello che sta diventando un punto di riferimento per tutte le persone che mi seguono e alle quali va un pensiero.

Spengo questa quinta candelina e riprendo il cammino!!!

Alessandro Spadoni