Tate Modern

… gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron hanno vinto il prestigioso Pritzker Prize per la trasformazione in galleria d’arte dell’ex centrale elettrica di Bankside, chiusa nel 1981. Tre furono i colpi di genio della coppia svizzera: lasciare la ciminiera centrale di 99 m, aggiungere una struttura di vetro a due piani sul tetto e sfruttare la vasta Sala delle Turbine come spettacolare ingresso. Gli stessi architetti hanno progettato anche il nuovo ampliamento, inaugurato nel 2016 …

A un decennio dalla sua apertura, il fenomenale successo di pubblico di questa galleria d’arte moderna e contemporanea, in un edificio che era una centrale elettrica, non mostra segni di cedimento; infatti, nei primi 10 anni di vita ha totalizzato più di 50 milioni di visitatori. Sull’onda di questa eccezionale popolarità, la Tate Modern ha ampliato il suo spazio espositivo con l’adattamento dei tre grandi serbatoi sotterranei per il petrolio e la costruzione di un’audace struttura geometrica a 11 piani sul retro dell’edificio.

La ex centrale elettrica

La Tate Modern è una struttura imponente lunga 200 m. Ha sede nella ex Bankside, trasformata nel 2000 in galleria d’arte (con tutti i suoi 4.2 milioni di mattoni): un colpo di genio del design. ‘L’effetto Tate Modern‘ è creato sia dall’edificio e dalla sua posizione sia dalla collezione d’arte, quasi interamente dedicata al XX secolo. Anche il nuovo ampliamento è stato costruito in mattoni, ma artisticamente concepito come un reticolo attraverso il quale di sera sono visibili le luci interne.

Turbine Hall

Il primo ambiente che vi accoglierà dopo aver sceso la scalinata di Holland St (l’ingresso principale) è l’immensa Turbine Hall (Sala delle Turbine) da 3300 mq. In questo spazio, che originariamente accoglieva le gigantesche turbine della centrale elettrica, oggi sono allestite le grandi mostre temporanee: la vastità del luogo è sbalorditiva (se entrate dall’ingresso sul fiume vi ritroverete al livello 2, dall’impatto decisamente minore). Alcuni critici d’arte biasimano il suo populismo, in particolare ‘l’arte partecipativa‘ (pensate agli scivoli da luna park ‘Test Site‘, di Carsten Höller; a ‘Shibboleth‘, la gigantesca fessura nel pavimento di Doris Salcedo; e alla scultura geometrica su cui ci si può arrampicare di Robert Morris), ma altri sottolineano invece che tutto ciò rende l’arte più accessibile. All’inizio i visitatori erano invitati a calpestare l’irresistibile ‘Sunflower Seeds‘ di Ai Weiwei (un grande tappeto di semi di ceramica dipinti a mano), finché non si scoprì che molti se la svignavano con i pezzi dell’opera incastrati nella suola delle scarpe per rivenderli su eBay e che la polvere rilasciata dai ‘semi‘ era pericolosa per la salute.

Collezione permanente

La collezione permanente è organizzata tematicamente e cronologicamente sui livelli 2, 3 e 4. Sono esposti a rotazione oltre 60.000 pezzi, il che può essere frustrante per chi è interessato a un’opera in particolare, ma è entusiasmante per i visitatori abituali.

I curatori hanno a loro disposizione dipinti di Georges Braque, Henri Matisse, Piet Mondrian, Andy Warhol, Mark Rothko e Jackson Pollock, e opere di Joseph Beuys, Damien Hirst, Rebecca Horn, Claes Oldenburg e Auguste Rodin.

  • Livello 2: Poetry and Dream
    Questa sezione è dedicata al surrealismo e alle visioni oniriche di Yves Tanguy, Max Ernst e altri artisti. Cercate la ‘Venere dormiente‘ di Paul Delvaux, ammaliante ed erotica.
  • Livello 3: Transformed Visions
    Dopo la seconda guerra mondiale, molti artisti convogliarono nelle proprie opere le loro emozioni sulla guerra e la violenza. Una di queste manifestazioni fu un nuovo genere di astrazione espressiva contemplativa, esemplificata dai ‘Seagram Murals‘ di Mark Rothko.
  • Livello 4: l’evoluzione dell’astrattismo e l’arte radicale
    Incentrata sulle avanguardie del primo Novecento, fra cui cubismo, astrattismo geometrico e minimalismo, la sezione Structure & Clarity include opere di artisti quali Matisse e Picasso (‘Nudo Seduto‘). Energy & Process è focalizzata sulla rivoluzionaria arte povera degli anni ’60.
  • Mostre temporanee
    Fra le mostre temporanee (livelli 2 e 3, ingresso a pagamento) degli ultimi anni ci sono state retrospettive su Edward Hopper, Frida Kahlo, Roy Lichtenstein, August Strindberg, il nazismo e l’arte ‘degenerata‘ e Joan Mirò.

Sono disponibili audioguide in cinque lingue (£ 4) che illustrano una cinquantina di opere esposte nelle gallerie e suggeriscono itinerari di visita per adulti e bambini. Le visite guidate gratuite ai capolavori iniziano tutti i giorni alle 11, 12, 14 e 15.

  • L’ingresso al museo è libero.
  • L’orario di visita: 10-18 domenica/giovedì, fino alle 22 venerdì e sabato.
  • Fermata Underground Southwark.

Ho visitato questo museo in più di un’occasione ma quella del 2008 rimarrà, senza dubbio, scolpita per sempre nel mio cuore. 😦

Consiglio un aperitivo sulla terrazza panoramica dalla quale si gode una splendida vista di Londra.

… potere alla cultura, gusti permettendo!

Alessandro Spadoni

 

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BUONE FESTE by EveryBodyInUK

DESIDERA AUGURARE A TUTTI I LETTORI E ALLE LORO FAMIGLIE I PIÙ SENTITI AUGURI DI BUONE FESTE!!!

La Redazione
Alessandro Spadoni/Dario Briscolini/Fabio Di Carlo

WISHES ALL ITS READERS HAPPY HOLIDAYS!!!

Editors
Alessandro Spadoni/Dario Briscolini/Fabio Di Carlo

EveryBodyInUK compie sei anni … AUGURI!!!

Sono passati 6 anni dal primo articolo apparso in questa pagina! Non posso offrire da bere a tutti – siete davvero tanti – ma, come ogni compleanno che si rispetti, vorrei festeggiarlo offrendovi la possibilità di ottenere un accredito di 15 euro direttamente sulla vostra carta di credito (prepagata o di debito) se prenoterete il vostro hotel esclusivamente da questo link.

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E’ un piccolo omaggio per incentivare quanti più possibili viaggiatori a recarsi a Londra o in qualsiasi altra città.

Spengo questa sesta candelina e riprendo il cammino!!!

Alessandro Spadoni

Outside WEST HAM’s house (parte seconda)

Più passa il tempo, più cresce la voglia di stupirvi. A volte riesco meglio, ma lo spirito è sempre lo stesso se non di più. Sono orgoglioso dei risultati ottenuti, ma il cammino è ancora molto lungo. Ho voglia di raccontarvi tutto, ma proprio tutto, di questa città.

Senza perdere tempo, cercherò di proiettarvi nella Londra dell’est per mostrarvi le mie foto, scattate fuori il ‘London Stadium‘. L’obiettivo è il solito, farvi una panoramica dello stadio e del contesto in cui è inserito. I nostalgici possono rivedere le fotografie scattate a Green Street.

La sede del West Ham non mi ha fatto impazzire, ma ciò che sorge attorno è stato studiato e realizzato con sapienza. L’Olympic Park, immerso nel verde e attraversato da piccoli corsi d’acqua, comprende strutture stupefacenti. Il parco è intitolato alla regina Elizabeth II, anche se non è un parco reale di Londra.

Buona visione a tutti!

😦 ciao Dà 😦 

Alessandro Spadoni

LONDON STADIUM

Alessandro-London Stadium: cattedrale, e poi e poi, nel deserto!!!

… lo so! Il ‘Boleyn Ground‘ non c’è più e con lui gran parte del cuore di noi appassionati di calcio. E’ dura da ‘digerire‘, ma non possiamo farci nulla …

Il ‘London Stadium‘, dalla stagione 2016-2017, è l’impianto interno del West Ham che, dal 2013, ne ha preso la gestione per 99 anni. La costruzione è l’elemento centrale dei Giochi del 2012, di fatto ha ospitato le cerimonie di apertura e chiusura e le manifestazioni di atletica leggera.

La mattina in cui mi recai verso la nuova sede degli ‘Hammers‘ avevo più di un pensiero in testa….. Arrivare sin lì, in bus, non fu per nulla agevole. Attraversai gran parte dell’East London, passando per Bethnal Green (ndr una zona che non mi piace) via Liverpool Street e finendo a due passi dall’impianto in un quartiere in costruzione. Che a Londra facciano le cose in grande è cosa assodata, ma che l’impianto sia stato realizzato in una zona non propriamente all’altezza delle Olimpiadi è sotto gli occhi di tutti. Vediamola così: avevano spazio e voglia di riqualificare una parte della città abbandonata al proprio destino! Rimasi affascinato dalla zona limitrofa allo stadio, ma nulla più. Stratford, il quartiere nel quale è inserito il ‘London Stadium‘, non potrà mai competere con le zone più trendy della West London o di alcune a nord della città (dove tra l’altro abitano molte celebrità), ma pian piano sta assumendo una connotazione migliore rispetto a quella di un tempo.

Appena sotto la struttura, rimasi colpito dalla sua grandezza e dall’organizzazione che vi regnava. Entrai dentro lo store – grande più del doppio rispetto a quello che sorgeva in quel di ‘Upton Park‘ – e poi mi diressi verso l’AncelorMittal Orbit. Come di consueto, passeggiai intorno all’arena per catturare qualche scatto e per avere un’idea generale di come fosse stata fatta. Avevo già avuto modo di vederla da lontano e in più di un’occasione, ma mai avevo osato tanto, preso da altre strutture che mancavano al completamento del mio progetto che va ormai avanti da qualche anno – raccontarvi quanto più possibile gli stadi di calcio delle formazioni professioniste di Londra.

Dovendomi recare presso la Emirates Air Line (ndr esperienza che consiglio a chi non soffre di vertigini), lasciai questo posto che faticosamente riuscirà ad entrare nel cuore dei tifosi in maglia ‘claret & blue‘. La sfida sembra (ndr è) impossibile; il ‘Boleyn Ground‘ rimarrà per sempre l’unica, vera, amata casa del West Ham e di tutti i suoi sostenitori.

West Ham United – Tel +44 20 8548 2748; www.whufc.com; London Stadium, Queen Elizabeth Olympic Park E20 2ST; ingresso £ 25-80; stazione Underground Stratford (Central e Jubilee Line).

QUARTIERE – La costruzione di impianti sportivi di livello internazionale per i Giochi Olimpici del 2012 è stato il primo passo verso lo sviluppo di questa zona, ma il progetto non si è esaurito con l’evento olimpico e ha lo scopo di riqualificare tutta l’area per le generazioni future. Oltre 30 nuovi ponti sono stati costruiti sul River Lea; sia i corsi d’acqua che scorrono nel parco e nei dintorni sia i terreni contaminati sono stati ripuliti dai rifiuti con interventi su ampia scala.
Dai mulini dei monaci cistercensi del I secolo al nodo ferroviario del 1880 circa (sul quale le merci arrivate via Tamigi erano trasportate in tutta la Gran Bretagna), la Lower Lea Valley è stata per secoli la fonte di ciò che serviva ai londinesi per far funzionare le industrie. Tuttavia, finché nel 2008 non iniziarono i lavori per la costruzione dell’Olympic Park, questa vasta area era una zona derelitta, inquinata e in gran parte abbandonata.
Il fulcro del Queen Elizabeth Olympic Park, come si chiama ora il parco olimpico, è l’Olympic Stadium, che durante i Giochi aveva una capienza di 80.000 persone, ridotte ora a 60.000. Lo straordinario Aquatics Centre è opera dell’architetto Zaha Hadid, il cui studio si trova a Clerkenwell; il centro degli sport acquatici ospita due piscine da 50 m e una vasca per i tuffi. Altrettanto imponente è il Velodrome (alias il ‘Pringle‘), molto ammirato per le sue qualità estetiche, l’ecosostenibilità e le caratteristiche funzionali. L’ArcelorMittal Orbit, una struttura rossa contorta alta 114 m (detta anche ‘Hubble Bubble Pipe‘, cioè narghilè) è opera di Anish Kapoor e offre un panorama a 360 gradi dalla sua piattaforma di osservazione.
La zona settentrionale del parco è occupata da paludi, un habitat più selvaggio dei giardini curati della zona meridionale, dove sono situati gli impianti principali. Queste aree saranno convertite in spazi verdi per i londinesi, ma verranno aperte al pubblico in varie fasi; saranno necessari almeno 25 anni per rendere definitivo il processo di trasformazione.

LOCALI E RISTORANTI – La zona in questione è vasta e ricca di posti dove poter gustare cibo proveniente da ogni parte del mondo, essendo abitata per lo più da cittadini stranieri. I prezzi non sono eccessivi nonostante Londra sia sempre una delle città più care d’Europa. La birra è la vera protagonista del pre, durante e post gara degli ‘Hammers‘.

  • COUNTER CAFE Situato all’interno dello Stour Space (che ospita varie mostre d’arte) e direttamente affacciato sullo stadio olimpico, questo simpatico locale serve ottimo caffè, una gustosa prima colazione, sandwich e pie. Gli economici mobili spaiati, le pareti dipinte e l’atmosfera informale lo rendono il ritrovo preferito dagli artisti del posto. Il locale è ubicato in 7 Roach Rd , stazione Underground Stratford.
  • THE LIGHTHOUSE E’ uno dei pub dove si ritrovano i tifosi locali prima e dopo le gare del West Ham. Il proprietario è cordiale e i prezzi non sono esagerati. Il locale è ubicato in 421 Wick Ln E3 2JG, stazione Underground Stratford.
  • FORMAN’S Questo piccolo ristorante, che vanta una vista impareggiabile sullo stadio olimpico, serve un favoloso assortimento di salmone affumicato (quello selvaggio è eccezionale) e piatti interessanti preparati con il pesce delle isole britanniche. Ha anche un’eccellente scelta di vini inglesi e, cosa insolita, superalcolici. Il ristorante è ubicato in Stour Rd E3 2NT, stazione Underground Stratford.

PERNOTTAMENTO – Situato all’interno del più grande centro commerciale d’Europa, il Westfield Stratford Citydal e a due passi dal ‘London Stadium‘, l’Holiday Inn London-Stratford City (ndr si intravede nella foto), hotel 4* con un giudizio complessivo pari a 8.7 su 10, offre una colazione calda a buffet e piatti della cucina europea presso il ristorante. In alternativa potrete sorseggiare un cocktail nel lounge-bar. Perché no? Potrebbe essere la sistemazione ideale per chi volesse assistere ad una gara del West Ham.

– N.B.: Chiunque fosse interessato ad uno sconto (ahimè seppur minimo) sulla prenotazione di qualunque albergo, mi può contattare all’indirizzo e-mail: alessandro_spadoni@live.it

  • Nella prossima puntata faremo tappa nel nord di Londra dove visiteremo il nuovo ‘White Hart Lane‘, la ultramoderna ‘casa‘ del Tottenham. Ai nostalgici consiglio la lettura del mio precedente articolo sul vecchio ‘White Hart Lane‘.

Alessandro Spadoni